Lettori fissi

mercoledì 15 febbraio 2012

Panamà (6)


Panamà Canal

Le chiuse di Miraflores

Se tutte le strade portano a Roma, tutte le rotte portano a Panama. Parlare di questo paese e questa città senza citare il canale è praticamente impossibile, oltre ad essere un non-sense.
Un po di storia...

1513 Vasco Nunez de Balboa scopre la sponda pacifica centramericana. E' il primo europeo a vedere il pacifico dal lato americano. Balboa a Panamà è quasi un eroe nazionale: la moneta dello stato (che vale 1$ statunitense) si chiama "balboa", una famosa marca di birra, la principale strada della capitale e milioni di altre cose portano il nome di questo ufficiale dell'esercito spagnolo.
Vasco Nunez de Balboa

XIX Secolo i Francesi studiano un sistema di corsi d'acqua artificiali e chiuse che permetta di tagliare l'istmo all'altezza del Lago Gatun; le chiuse devono ovviare al dislivello complessivo di 26 metri tra il livello del mare medio e “l'altipiano” su cui si trova il lago. I lavori per lo scavo, che iniziarono intorno alla fine del secolo, inizialmente vedono impiegata inizialmente una vasta manodopera cinese.Problemi economici e politici, sanitari (la febbre caraibica colpì gli operai – da qui “febbre gialla”, che persero la vita a migliaia) e l'arretratezza tecnologica portò la francia ad abbandonare il progetto vent'anni più tardi.

1901 Gli Statunitensi prendono in mano il progetto ratificando un trattato con la Colombia (Panamà infatti era sotto il governo di Bogotà, insieme a Ecuador e Venezuela), la quale però, sotto impeti nazionalisti due anni più tardi ritenne inopportuno protrarre portare avanti questa politica concessiva. Ovviamente gli Statunitensi si sono comportati come da sempre fanno in politica estera (specie nei confronti di quello che considerano il loro backyard, l'america latina): hanno fomentato una rivolta spingendo i Panamensi a separarsi dalla Colombia.

1914 Il canale è completo

Non c'è che dire, il Canale di Panama è qualcosa di unico e prodigioso. Le sue dimensioni, il dislivello tra terra e acqua e l'utilizzo di soli corsi d'acqua naturali per riempire le chiuse... beh, tutto questo è strabiliante e al contempo mi rende orgoglioso di appartenere alla razza umana, tanto quanto l' Acropoli di Atene, la Muraglia Cinese, lo Sbarco sulla Luna e le Piramidi.
Fuori dalla città di Panamà, nella località di Miraflores, si trova la prima chiusa sul pacifico; è stato costruito un edificio che funge da “museo” e punto d'osservazione privilegiato; da una terrazza si può ammirare l'opera ti raffinata ingegneria e di maestrale tecnica che consente il passaggio di enormi imbarcazioni da un lato all'altro del pianeta.
La "chiusa" di Miraflores, che ovvia a un dislivello di circa 10m

Tutto sul canale

Il canale è attraversato da circa 40 imbarcazioni al giorno, il cui tragitto, lungo gli 80 km tra le due rive, viene percorso in circa 10 ore. Le navi pagano una tassa sul passaggio in relazione, credo, alla loro stazza; la media di cui si parla è di circa 340.000$ (capito perchè è uno stato così ricco?) a imbarcazione, da consegnare in contanti alla capitaneria del canale prima di iniziare l'attraversata. Durante il passaggio a comandare l'imbarcazione è uno dei piloti scelti del canale, visto e considerato il fatto che le chiuse sono molto strette, specie per le grandi navi da carico, e una manovra sbagliata potrebbe pregiudicare giorni di guadagni senza considerare la creazione di ingenti danni.
Attualmente i lavori al canale sono tutt'altro che conclusi: un'altra serie di chiuse parallele a quelle esistenti è in fase di realizzazione; il termine dei lavori è previsto per il 2014 ed entro il 2025 si prevede che la capacità del canale sarà raddoppiata.




Questa enorme imbarcazione non è neanche tra le più grandi che possono passare dal canale! 




In conclusione vorrei ribadire quanto la straordinaria magnificenza e la prodigiosa tecnica insite nel canale lo rendono al contempo unico e incredibile orgoglio dell' abilità umana.

martedì 14 febbraio 2012

1,2,3... TALENTO !

E' arrivato il momento di dire la mia su Italia's Got Talent, dato che in provincia non si parla d'altro. Almeno, tutti quelli che frequento non parlano d'altro; eh si, perchè il qui presente Petrelli ha partecipato alla gara di rutti delle reti fininvest in veste di trombettista della CSB. La Coloured Swing Band è una Big Band swing con cui suono dal 2009: Duke Ellingtone, Glenn Miller, Cole Porter e tanta passione. Mica cazzi!
Insomma, ci iscrivono a tradimento (la sorella di uno dei sassofonisti, che ringrazio insieme a Sara per i complimenti, per l'opportunità e per questi articoli : Rossella e Sara), veniamo provinati a Milano in un'uggiosa mattinata di dicembre e di li a poco riceviamo con sommo gaudio la fatal novella: ci hanno presi per andare in trasmissione.
Per amore della musica si suona, ma non solo: studiamo, litighiamo, pensiamo, spendiamo soldi e scendiamo a compromessi senza troppe questioni morali; è la musica che sceglie, noi la assecondiamo. Andare in televisione, ad un programma non prettamente musicale, sembrava comunque un traguardo, un'ottimo aiuto per la musica, anche una piccola bolla di gratificazione nell'indifferenza che spesso accompagna i musicisti piccoli indifesi (insomma, tutti tranne i BIG si SC). Andare a fanculo, come siamo andati e perdere la faccia nella vergogna è umiliante, doloroso ma mi fa anche un po ridere.

Arriviamo a fan culo con ordine: prima il provino di Milano dicevo, poi Roma, l'urbe. Le registrazioni sono ospitate nell'auditorium del Massimo, quartiere dell' Eur, dove siamo arrivati in una fredda mattina di dicembre dopo una notte di pullman, cazzate e kinder cioccolato. Una lunga trafila di documenti in cui abbiamo venduto l'anima e i nostri diritti d'immagine ancora non ho capito bene a chi, dopo di chè le prove, il palco e la frenesia di esibirci; una lunga attesa, due minuti di esibizione (Route 66 la canzone), tre si ed ovazioni di Gerry Scotti, Rudy e del pubblico. Saremmo tornati a.... Roma !
Ci dicono che presumibilmente la nostra esibizione sarebbe stata trasmessa il 21 gennaio, durante la terza puntata; quella sera ero a una cena con una ventina di amici e un proiettore. Non vi dico lo sfottò e la delusione di quando la trasmissione è finita e non siamo andati in onda. Pazienza, saremo alla prossima, o alla successiva. Pazienza il cazzo! Arrivati alla settimana scorsa ci chiamano per la seconda registrazione dove, ci comunicano, nessuno si esibirà per tanto è inutile portare strumenti, leggii, cazzi e mazzi. Altra nottata in pullman, altre cazzate e altri dolcetti. Nonostante gli appennini infestati di neve raggiungiamo la nostra meta dove è stato chiaro fin da subito che la giornata sarebbe stata a dir poco campale. Una giornata senza fare un benemerito cazzo è dura, IO LO SO BENE! Non ci si poteva allontanare dall'auditorium, chiaramente, e non si poteva ficcare il naso nel teatro. Aggiungete che in tutto questo eravamo, credo, sulle 300 persone di soli concorrenti. Cosa non si fa per amore della musica? * Facciamola breve, siamo convocati a gruppi di tot partecipanti (tipo 30\40) e veniamo liquidati con una breve tiritera sul minuto e mezzo. Va beh, è andata male, lo sapevamo che i cavalli vincenti erano altri... tipo l'uomo che finge di suonare la cornamusa con le scorregge, la tipa della lap dance e altri variegati esempi di umane genti. Almeno, dicevamo, ci resta la nostra esibizione registrata la volta precedente da gustare: sarà sicuramente sabato sera, l'ultima della prima fase, a cui sarebbe seguita la scrematura*, le semifinali e la finale. Sabato sera beffa delle beffe non mandano in onda la nostra esibizione. Siamo presenti solo in qualche spezzone in cui nessuno canta e nessuno suona. Non so se ridere o piangere!

Qui però bisogna smontare il programma: va bene il format (moderno, taglio veloce), passino anche i concorrenti (a volte lasciatemelo proprio dire, dei casi umani, molto spesso semplicemente bizzarri, ambiziosi o davvero dotati), passino i conduttori (Simone e Belen sono simpatici e ben disposti), passi anche la giuria, a volte un pelo teatrale...ma del resto fare audience, si sa, è un mestiere complicato. Quello che proprio non mi va giù è l'arroganza della televisione, la presunzione della sua, come dire, superiorità morale, la più totale disorganizzazione e incoscienza.

Arroganza e presunzione: siamo in 19 (musicisti e direttore), come pretendi che prendiamo ferie, rinunciamo allo studio e buttiamo una giornata per due minuti di trasmissione ? Sentendoti superiore; sentendoti, cara televisione, il qui ed ora che il "ragazzo casting" non può sprecare. C'è anche da dire che alla registrazione dell'ultima trafila potevi anche rinunciare, visti e considerati i tagli del programma che fai a piacimento e ti danno estrema libertà. Ma la disorganizzazione di una struttura così importante per il paese come una rete televisiva è quello che più non sopporto! 
1) Tieni 300 persone in gabbia
2) Una volta mi dici una cosa, tipo che sarei andato in onda, un'altra volta mi dici che non sai un cazzo
3) Due ore prima di scendere in teatro gli assistenti iniziano a spostare la gente, confondere i gruppi e mettere fretta quando... poi devi aspettare, magari al freddo.
Non è tanto l'attesa che mi snerva, ma figa, per essere un professionista lavori proprio col culo!
4) "Ditelo pure anche a giornali e tv locali delle registrazioni e del vostro risultato; non nascondiamo il fatto che il programma è registrato". Già, però io così ci ho perso la faccia, e non tanto io Petrelli con gli amici, la famiglia, la fidanzata, la sorella, il cane con le zie e la nonna,  ma la CSB: sono usciti articoli su tutti i principali quotidiani online e cartacei locali e ... un cazzo, niente esibizione! Noi siamo quelli seri, con le giacche e le cravatte, musica di un certo livello, distinti seri e questa è la storia di come qualcuno ha fatto il frocio col culo degli altri, il nostro.


La nostra esibizione... o quel che ne rimane (la tipa bionda e l'imbavagliato non sono dei nostri)



Ps. E poi, porca puttana, mia nonna mi dice sempre "chi sa se scampi a vedè ul Gregorio a sunà in televisiùn"; io pensavo di aver fregato mia nonna, che mi vedesse tutto bello elegante e strombettante e invece un cazzo. 





lunedì 13 febbraio 2012

Panamà (5)

Panamà City


Skyline di Panamà vista dal Casco antiguo
 

Immaginate una cittadina coloniale, con palazzi di signorotti, il porto, indigeni, schiavi e commercianti. E' il 1800 e non è delle migliori: non è la Florida (già il nome ne parla), non è Puerto Rico, sempre Omen Nomen, non è il mar Caribe e più a sud di così la pericolosa foresta del Darien, dove le freccie avvelenate degli indios sono uno scherzo di fronte alla malaria, ai serpenti, agli attacchi delle scimmie. (per chi sa,SCIMMIE MANGIACERVELLI). Immaginate questa colonia un po sfigata ma tranquilla, un giorno si trova nell'incrocio più trafficato della galassia. E' la casa di Arthur Dent in “Guida galattica per autostoppisti”, quindi, quello che anche a me viene naturale dire è: DON'T PANIC! 
Ministero della cultura con simpatici addobbi natalizi
Panama City ha un piccolo quartiere storico con una “cattedrale”, il municipio, la casa del presidente, il parlamento e altri edifici amministrativi centrali. Ricorda molto il barrio Gotico di Barcellona o il Casco Viejo di Bilbao ma... meno vivo; più tranquillo, frequentato quasi esclusivamente da locali. Addentrandosi troviamo Chorrillo e Curundù, due quartierei molto importanti per i traffici di tipo legale ed illegale:
manufatti Kuna
di giorno a Chorrillo ci sono il mercato del pesce, il mercato di plaza 5 de Mayo (artisaneria, roba Kuna e puttanate per turisti) oltre al mercato dei fiori, delle erbe ecc. ecc. Di notte pare sia sconsigliabile attraversare questi quartieri popolari (a cui va aggiunto anche Calidonia) dove si affolla la povertà e la miseria dell'intero paese. Se invece guardiamo dal mare verso la terra, magari spostandoci sul Causeway (un lembo di terra riportata dagli scavi del canale che unisce tre isole al largo di Panamà City), possiamo notare come la skyline della city sia moderna, spregiudicata, filostatunitense e anche abbastanza attraente. 
il Tornillo
Le forme sinuose di alte torri e palazzoni, la foresta di grattacieli lungomare gettano un'imponente ombra di ferro e acciaio dietro di se, nascondendo alla vista i vicoli di Calidonia, le casupole e le baracche, il traffico e i colori di un caos effervescente dalle 05.00 alle 19.00. 
Circondate il tutto con una strada “Avenida Balboa”, piazzate qua e la enormi centri commerciali e lussuosi mall, buttate a casaccio una “vite” (tornillo) ed avrete Panama City, la capitale.







domenica 12 febbraio 2012

Hugo Cabret

Titolo: Hugo Cabret
Anno: 2012
Con:
Asa Butterfield
Chloë Moretz
Ben Kingsley
Sacha Baron Cohen
Jude Law
Christopher Lee
Helen McCrory
Michael Stuhlbarg



Storia, fantasia e citazioni sono i tre elementi che secondo me maggiormente caratterizzano l'ultima fatica di Martin Scorsese.Un film da vedere, su questo non ho dubbi, per la tenerezza con cui racconta una storia, prendendosi una cura oserei dire "materna" del protagonista, Hugo, un orfano solo che vive in una stazione di Parigi; anche per le citazioni, in cui forse si eccede, ma sono un pò l'anima animata della pellicola. Per quanto riguarda l'elemento "misterico/fantastico" invece mi sono trovato un pò deluso, viste le alte aspettative che si creano all'inizio: tutto quel mondo di giocattoli, meccanismi, automi ecc. ecc. La trama narra di Hugo, figlio di un orologiaio, che con una serie di peripezie riuscirà ad aggiustare l'ultimo reperto a cui il padre stava lavorando per il figlio; ma l'impresa più mirabolante che riuscirà al giovane eroe sarà quella di "aggiustare" chi quell'automa l'aveva creato, Georges Méliès, patriarca del cinema caduto in depressione dopo la guerra, dimenticato e desideroso di dimenticare il proprio passato. La vicenda così si evolve tra i silenzi dei personaggi, inizialmente chiusi ed ostili, intenzionati solamente ad ottenere la propria felicità raggiungendo gli obiettivi che si erano prefissati. Il personaggio chiave per lo svolgimento della storia ed anche il più "positivo" è sicuramente Isabel, ragazzina tutta libri e paroloni, che sogna di essere un' eroina e di vivere avventure, ma si dimostrerà aperta e fiduciosa con Hugo e volenterosa di nell'aiutare tanto il ragazzino quanto l'anziano Pa Georges.
Tutto in regola, ovviamente, fotografia perfetta e moderna, tagli dinamici ed espressivi, lunghi passaggi di dolly che si lasciano sempre gustare; musiche di Howard Shore e attori da battaglia: la battaglia per l'oscar, ovviamente, e per il botteghino. Se da un lato ho molto apprezzato l'apologia del cinema e il racconto delle sue orgini (come tutti i cinefili posso immaginare), dall'altro l'eccessivo citazionismo, il forte richiamo all'ambiente mistico e circense, nonchè a film come Parnassus ed Harry Potter (le statue nel cimitero, Isabel è molto simile a Hermione Granger nel tipo e nei modi) e l'inserimento di spezzoni di vecchissime pellicole più di una volta mi lasciato indifferente perchè artefatti o eccessivi.
Certo, una cosa è superlativa di questo film, e forse l'unica : la devozione per la settima arte; celebrata con sapienza, ricordandone le origini e quello che realmente significasse allora; stupore, magia, effetti speciali straordinari, non per complessità tecnica ma per concezione, usati per sbalordire e lasciare a bocca aperta. Il momento più bello è quando il treno arriva e tu sai che per te è finita, non quando riapri gli occhi e sai di essere al sicuro, sulla poltrona del Boulevard des Capucins*.






* Pare che in realtà L'arrivo alla stazione di La Ciotat non fosse fra quelli proiettati al Boulevard des Capucins nella famosa e (forse) prima proiezione pubblica del 1895 

sabato 11 febbraio 2012

Panamà (4)

La Svizzera

Casetta Chiriquana + decorazioni Natalizie

Eh già, sembra proprio la Svizzera: altezza a valle intorno a 1000\1100 m con pendii ripidi e verdi. Tutta la regione di Panamà è ricca di montagne e corsi d'acqua, il Chiriquì mostra queste qualità come identificative della morfologia del proprio territorio. Sui pendii vengono coltivati ortaggi di tutte le nature e a tutte le inclinazioni (anche molto ripide), accomunati da una cosa soltanto: le dimensioni. 
Ortaggi Chiriquani, notare le dimensioni!
La carota media è grande almeno quanto il bastone di mia nonna e molto più larga ! Questo fatto credo sia dovuto alla natura vulcanica del terreno Chiriqano: fertile e rigoglioso. Da Cerro Punta verso nord-ovest si può raggiungere il parco della Amistad: un vasto parco naturalistico al confine con il Costa Rica.
Entrata Parco de la Amistad
Ilparco è una enorme foresta tra tropicale e l' equatoriale il cui attraversamento è consigliato con la compagnia di una guida, di un Alpen Fuhrer, per tornare al paragone elvetico. Specialità della zona di Cerro Punta, venduta in chioschi e baretti per strada è lo Yogurt con confettura di fragole: suona davvero strano al 7° parallelo, non trovate!?


continua: lunedì 13 febbraio




Paesaggio Chiriquano



mercoledì 8 febbraio 2012

Panamà (3)


Chiriquì


La scritta recita "Senor de los milagro guianos": Signore dei miracoli guidaci
Durante la vacanza, la nostra guida (mio zio Bruno), ci ha portati nel Chiriquì, la regione più ad Ovest dello stato: si trova al confine con il Costa Rica ed esprime velleità autonomiste visto e considerato la diffusa opulenza e l'alto tenore di vita rispetto alla media del paeseInnanzitutto, riguardo a questo, Bossi è un DILETTANTE perchè per entrare nel Chiriquì ci è stato chiesto il passaporto, mentre alle frontiere del glorioso stato di Padania ci sono solo rustichelle e apollo.
Dunque.... in due giorni siamo stati a Boquete, Volcan e al parco dell' Amistad, girovagando Comme ci comme ça.
A Boquete si può assistere a due fenomeni: una particolare pioggia nebulizzata dal nome caratteristico che NON ricordo e l'arricchimento e progressiva conseguente erosione di territorio da parte di privati e municipi.

La città di Boquete

Intorno a Boquete si trovano le più ricche Fincas di caffè (tra cui, credo, quelle della ex presidentessa e di Sean Connery); il caffè Panameno del Chiriquì è molto rinomato e dalle qualità sopraffine, almeno a me l'anno venduta così, se ne capissi di più di caffè potrei metterci la mano sul fuoco!
La notte abbiamo dormito in una cabana a Volcan, cittadina che deve il suo nome alla sua posizione alle pendici di Volcan Barù, un vulcano – dalla cessata attività – alto circa 3490 m.
Da li, il mattino seguente ci siamo spostatu in.... SVIZZERA!

continua: sabato 11 febbraio

lunedì 6 febbraio 2012

Panamà (2)

Panamà – San Carlos 


L'arrivo a Panamà non mi ha shockato, ne per il caldo (32°), ne per il fuso orario (GMT-5, cioè a -6 ore dal fuso Italiano). La prima impressione, attraversando la capitale durante la notte, è stata di una città ricca e intraprendente, vogliosa ed ambiziosa per un futuro importante: chiave, come chiave è il suo ruolo geografico, incontro di razze, oceani, merci e popoli. I primi giorni li ho passati all'oceano, a San Carlos, cittadina a 95 km circa ad ovest dalla capitale.
Oceano Pacifico - Spiaggia di S. Carlos
Subito mi hanno colpito il mare, le nuvole e la gente. Il mare, l'oceano, per le sue potenti maree, capaci di coprire e scoprire amplissimi lembi di terra. Le nuvole per la loro velocità ed espressività: i cumulio, facendosi e disfandosi mettevano parole forti in bocca ai cieli, perchè questi ultimi declamassero la poesia urbana e il calore di questa terra. La gente, infine, perchè non ce n'era! Le spiagge quasi completamente deserte, solo noi “gringos” e qualche jubilado (pensionato), quasi sempre le due definizioni non solo non si trovano in mutua esclusione, ma addirittura si completano. La costa pacifica, a dieci minuti di cammino lento dalla nostra casa, si riempie di animali a tutte le ore: pellicani, carogneros (rapaci la cui dieta può essere facilmente intuita), perritos playeros ( da non confondere con i perritos callejeros), fregate, granchietti, paguri e un simpatico volatile che pratica una forma di pasto molto interessante. I piccoli bipedi di cui, confesso, non conosco il nome, si dispongono sul bagnasciuga pronti a infilare il becco sotto la sabbia appena l'onda si è ritirata cacciando, immagino, piccoli granchietti e molluschi che il mare stana al suo passaggio. La parte più divertente arriva dopo, quando i nostri cacciatori scappano dall'onda vera e propria zampettando in tutta fretta.


Oceano Pacifico - Spiaggia e Pellicani


continua: mercoledì 8 febbraio





venerdì 3 febbraio 2012

Panamà

Diario di un viaggio a Panamà e ritorno. 

L'incomincio

Avrei voluto iniziare a scrivere in volo e sul pc, ma per forze [ci sono grossi problemi e siamo in ritardo] e per voglia mi trovo a scrivere su carta. Non so proprio da dove iniziare, quindi partirò dall'inizio.

La noche Madrilena

 La coincidenza Milano-Madrid // Madrid-Panamà mi ha lasciato una notte per esploare la città; così dopo essermi orientato all'aereoporto di Barajas e organizzato la mia “spedizione” sono salito sulla metro e in meno di mezz'ora mi trovavo alla Porta del Sole, centro della capitale e incrocio da cui si dipanano le principali arterie del paese: strade, metro, bus e taxi. Ho girato, con l'unica meta di trovarmi sempre in movimento e\o al caldo, tra la una e le sei circa, approfittando di qualche birra e un paio di “pinchos”, stuzzichini che corrispondono circa a 1\2 “bocadillos”. Madrid non dorme proprio mai, pur essendo stanco, infreddolito, intontito e al buio ho apprezzato abbastanza vie e incroci, edifici, case, chiese, piazze e musei: sicuramente ne farò porto di questa zattera, prima o poi......

continua: lunedì 6 febbraio !

Io ero tutto solo invece...

lunedì 23 gennaio 2012

Get back!

Ciao a tutti cazzari che rovinate i vostri neuroni su questo blog... sono tornato (settimana scorsa per l'esattezza), e presto vi aggiornerò sul mio viaggio a Panamà!

mercoledì 4 gennaio 2012

Panama

A Paname, a Paname
 Grognards et grenadiers sont fous de moi 
A Paname, Paname 
Pendant la nuit des revolutionaires 

 Se tutto è andato bene in questo momento i miei piedi abbracciano il suolo Panamense. Panama City, aeroporto internazionale Tocumen; da li a San Carlos, dove attualmente risiedono in villeggiatura i miei zii. Rimarrò per circa due settimane, por dos semana. Ch dire? Non vedo l'ora... in questo momento finisco di preparare i bagagli ed organizzare un lungo viaggio, che mi fara passare una notte a Madrid, nella suite imperiale del terminal 4(s), aereoporto Baraja. Quindi vi mando un salutone dal caribe o dall'oceano atlantico, o dal pacifico, nel caso qualcosa sia andato storto. Vi dedico una canzone del gruppo Portoricano che sta muovendo i culi di casa mia. Sono i Calle 13, con l'ospitata del Cantante Panamense Rubén Blades. Ringrazio tutti i blogger che aspetteranno il mio ritorno, le mie foto, i miei racconti. Ringrazio Meffo che tornerà in Canada al più presto per combinare qualcosa della sua vita: chi cazzo sei tu per fare ciò eh, Meffo!? Grazie a Robydick, Nico e lo Zio per la Pizza (ormai il mese scorso). Ringrazio Zioscriba per il saluto con Panama di Van Halen.


 

giovedì 29 dicembre 2011

Pubblicità al cinema: una pratica maleducata e ingiustificabile

Il mio periodo di latitanza web si conclude con questa lettera che ho inviato oggi al direttore di VareseNews, dopo l'ennesima serata al cinema iniziata male: con la pubblicità. Presto invece latiterò fisicamente per recarmi in quel di Panama (a gennaio) e spero di potervi aggiornare portandovi su queste pagine un po di sole e caldo del caribe. Un abbraccio a tutty 

Egregio Direttore, 

 le scrivo qualche riflessione nella speranza che, se pubblicata, possa suscitare un dibattito, una riflessione, una presa di posizione. sono un appassionato di cinema. Adoro guardare film e possibilmente farlo nel modo migliore possibile: ovvero su grande schermo, in proiezione e con un impianto audio che renda onore alla pellicola. In poche parole al Cinema. Certo, i biglietti costano sempre di più e non è facile magari trovare alcuni film nei cartelloni delle sale della propria città; ma per un buon film, o per un film che incuriosisce, si è disposti a fare qualche kilometro in più, non credo di essere il solo a pensarla così. C'è una cosa però che davvero mi lascia infastidito delle sale cinematografiche: la pubblicità. Una volta era bello arrivare prima dello spettacolo e gustarsi i trailer dei nuovi arrivi in sala, ma ora è tutto un susseguirsi di spot di negozi,automobili, accessori, eventi, politici ecc. ecc. Oltre al danno, la beffa: gli spot hanno spesso una qualità audio e video bassissima (o comunque molto differente l'uno dall'altro), i volumi, addirittura, non sono nemmeno normalizzati allo stesso livello d'uscita. E sono sicuro che la cosa non provoca fastidio solo a me. Questa pratica barbara non è giustificata nè da un servizio differente e migliore offerto dalla sala, ne da una cospicua riduzione del biglietto: è solo un lucrare sul tempo e sulla passione delle persone. Certo, tollerabile, ma entro certi limiti: o la pubblicità continua ad aumentare o il tasso di sopportazione della gente continua a dabbassarsi, considerando che all'ultimo spettacolo a cui ho assistito il pubblico era visibilmente contrariato dall'avvicendamento delle pubblicità. E soprattutto, se gli “impresari” non dettano delle regole di qualità per accettare gli spot da mandare in sala, la loro impresa non può che fare un brutta figura. Certo, mi si può obiettare che, da un lato, questa pratica continuerà, visto e considerato che spesso i grandi (o piccoli) multisala non temono alcuna concorrenza quindi possono fare leva sul proprio monopolio per inondare le sale con spot orrendi, fuori luogo e di basso livello. E, vorrei prevenire quanti me lo faranno notare, sono a conoscenza del fatto che gli spettacoli inizino dopo alcuni minuti dopo l'orario di programmazione, ma questo non cambia il succo del mio discorso: è una pratica maleducata, ingiustificabile e messa in atto con mezzi discutibili.

La mia proposta per risolvere la questione civilmente

martedì 6 dicembre 2011

Salvamento

Certo, se l'avesse fatto il nano saremmo a strepitare tutti in piazza con in mano sassi ed estintori. Grideremmo alla violazione della democrazia, alla depravazione morale, al ribrezzo. Se l'avesse fatto quel metro e mezzo di istrione 100% brianzolo ci saremmo indignati ed arrabbiati, non glielo avremmo lasciato fare. Certo che no!
Però se lo fa il vecchio e ampolloso professore della bocconi, quello che ne sa una più del papa , quello che ha scelto il ministro Passera non per conflitto di interessi ma per dare un segnale di continuità con l'esecutivo precedente, allora va tutto bene. E' tutto a posto!
Grazie per aver pianto lacrime amare come i litri di sangue che verserò fino alla mia sempre più lontana pensione, cara ministro, mi da molto sollievo che lei pianga per i sacrifici che faremo NOI.
Grazie, onorevole non eletto Monti, per aver rinunciato al suo stipendio di Primo Ministro e di Ministro dell'Economia. Ora mi fa molto meno male che me lo butti al culo, sembra quasi che anche tu stia rinunciando a qualcosa, per sentirti più vicino a noi... mi ricorda tanto la canzone di Vecchioni, "Signor Giudice"; e non fate la facile battuta che prima sembrava quella di De Andrè, quella in cui balza all'occhio questa rima: "...e' una carogna di sicuro perchè ha il cuore troppo, troppo vicino al buco del culo".
Che dire poi dei vecchi tromboni, pronti a soffiare dove tira la banderuola? Fino a ieri i distinguo e gli appelli a non masturbare (ehm, disturbare) il manovratore, oggi sono lodi sperticate alla pacatezza e alla cattedralità del Bocconiano Doc.
Intanto vomito a sentire gli applausi a Catricalà, fino a ieri sottocoperta e oggi al timone. I mozzi e gli schiavi  si sentono liberi e padroni di una nave solo perchè gli ufficiali o presunti tali si sono fatti prendere dal panico tra un colpo di spread e l'altro.
Con che faccia, questa gente, fino a ieri dietro le fila di ogni governo o istituzione, ci chiede più soldi per la benzina, di andare in pensione più tardi, di rinunciare ai nostri diritti in nome di un debito cresciuto sotto la loro sorveglianza se non addirittura alimentato da loro? Come possono chiedere sacrifici a noi, aumentando l' Iva e introducendo l' ICI, quando non toccheranno ne i grandi patrimoni, ne le cifre evase (1,5% in più ai capitali scudati dall'estero al 5%.... sembra un racconto di Swift tanto è ridicolo), nè i monopoli o i grandi interessi: banca intesa\alitalia\mediobanca\fininvest (con il ministro Passera), il duopolio RaiSet, gli interessi della impregilo: il secondo ministro dell'ambiente al mondo favorevole al nucleare è Clini! Certo, il primo era la prestigiacomo.... Il patrimonio e gli affari della chiesa non verranno toccati: il ministro dell'istruzione, guardacaso, era solo il rettore della Cattolica!
Con quale coraggio chiedete a noi di salvare l'Italia quando è solo DA voi che dovremmo salvarla. Gli affari sporchi lo sembrano molto meno dietro a colletti bianchi o sbaglio? 

Ipotesi di soluzione (2)